• Partecipa ad un circuito di economia solidale per uno stile di vita pieno di senso...
  • che favorisce il benessere della persona e della collettività.
  • per liberare le relazioni dal mercimonio e renderle autentiche e profonde...
  • per concepire l'economia non come una compravendita di merci, ma come scambio di beni...
  • per considerare la Terra non come una eredità da consumare ma come prestito da restituire con gli interessi ai nostri figli..
  • per trasformare l'agire politico, dal consenso a breve al futuro benessere per tutti.
 
Nel 1968 all'Università del Kansas (USA), Robert Kennedy pronunciò un celebre discorso nel quale dichiarava: "il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta".
Attualmente, non abbiamo un indicatore né tantomeno misure precedenti che consentano di verificare il grado del benessere di una Nazione.
Il PIL (Prodotto Interno Lordo), infatti, serve a indicare la crescita economica di un Paese, ma non certo il suo benessere e la felicità dei suoi cittadini.
Di seguito, un elenco delle sperimentazioni svolte finora su alcuni indicatori alternativi al PIL.
 
Un esempio di misurazione alternativo con risvolti molto interessanti è quello della Felicità Interna Lorda (FIL). Proposto dal re del Bhutan, Jigme Singye Wangchuck, negli anni settanta costituisce il principio guida dello sviluppo. Forma la base per individuare la direzione da preferire alle altre e ha governato gli sforzi per il miglioramento degli standard di vita, incluso il benessere spirituale e la preservazione dei valori culturali e dell'ambiente fisico.
Il tema è stato approfondito da Eric Ezechieli in una conferenza internazionale che si è tenuta nel giugno 2005 in Canada.
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"Index of Sustainable Economic Welfare" (in italiano L’indice di benessere economico sostenibile) è un indicatore che anziché sommare tutte le spese in modo generico corregge quelle per il consumo, avendo a riferimento altri parametri come la distribuzione del reddito, l’esaurimento delle risorse naturali e le perdite economiche derivanti dal degrado dell’ambiente. L’ISEW a differenza del PIL valorizza il valore economico del tempo libero e del lavoro domestico.
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GPI 
"Genuine Progress Indicator", (in italiano indicatore del progresso genuino) ha l'obiettivo di misurare l'aumento della qualità della vita di una nazione. Il GPI viene calcolato distinguendo i valori che si ottengono tra spese buone (che aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi alla persona) e spese non buone (come i costi afferenti alla criminalità, agli incidenti sul lavoro, all’inquinamento). Anche il GPI tiene conto di tutte quelle prestazioni che non incrementano il PIL ma contribuiscono alla crescita del benessere di una comunità.
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Nel Settembre 2009, sono stati pubblicati i primi risultati della commissione internazionale voluta dal presidente francese Nicolas Sarkozy per fornire alternative alla misurazione della performance economica e sociale di una nazione e dare avvio ad una “rivoluzione” capace di portar fuori “l’economia dalla dittatura della cifra unica”. I lavori sono iniziati nel febbraio 2008, ed hanno coinvolto 25 economisti di fama mondiale, i premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen; il francese Jean-Paul Fitoussi e l'italiano Enrico Giovannini, presidente dell'Istat. Il working paper (291 pagine) fornisce dodici raccomandazioni e tre messaggi, una sorta di linee guida per la costruzione degli indicatori di domani.
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OCSE (inglese)
Recentemente ha messo a punto il Better Index Life (indice per una vita migliore). Si tratta di un’analisi che riguarda trentaquattro Paesi valutati attraverso indicatori quali: l'abitabilità, il lavoro, l'ambiente, la qualità della vita, il numero di laureati, ecc. Ogni cittadino, oltre a dare un voto all’indicatore, indica quali, tra quelli presenti, sono prioritari per lui. Come dice il sito, “sei tu a decidere cosa è meglio per te”.
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BEYOND GDP (inglese)
E' un esperienza che nasce con lo scopo di migliorare le misure di progresso, ricchezza e benessere, partendo dal presupposto che il PIL misura solo beni e servizi scambiati sul mercato. Ciò che non misura è lo scambio di beni e servizi fuori dal mercato (ad es. economia domestica) e le disuguaglianze sociali ed economiche. Inoltre il PIL (essendo un indicatore annuale) non è in grado di valutare gli esiti degli investimenti a lungo termine.
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GSI
Genuine savings index (indice di risparmio autentico). Nel 1999 la Banca Mondiale ha ideato questo indice di sostenibilità ambientale per misurare la variazione netta nel valore del capitale di un Paese, attraverso tre tipi di correzioni rispetto al Pil. Vengono aggiunte le spese per la formazione, considerate come investimenti in capitale umano. Sono invece detratte le spese per la contrazione delle risorse naturali e i danni provocati all'inquinamento. E' un indicatore sistemico e mostra con un solo numero quanto è sostenibile lo sviluppo di uno Stato.
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WBI (inlgese)
Wellbeing indicator (indicatore di benessere in italiano) è stato Ideato dalla Ong svizzera Lucn. Questo indice valuta il livello di benessere aggregando 88 indicatori divisi in due sotto-indici: il benessere umano dedicato alla ricchezza economica, livello di cultura, istruzione, servizi sociali da una parte e la qualità dell’ambiente.
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SSI (inglese)
Sustainable society index (induce della sostenibilità della società)
Pensato da Geurt van de Kerk e Arthur Manuel nel 2003, mostra quanto sia eco-compatibile lo sviluppo di un Paese partendo dalla definizione di sostenibilità. Si basa su 22 indicatori riuniti in cinque categorie e mostra come il benessere delle società ricche sia progressivamente diminuito dagli Anni Settanta del secolo scorso, nonostante il Pil abbia continuato la sua crescita.
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CIW (inglese)
Il "Canadian Index of Well-being" (indice del benessere canadese) concentra l'attenzione su 8 indicatori fondamentali (partecipazione democratica, vita comunitaria, educazione, ambiente, ecc.), scomponendoli a loro volta in sotto indicatori che esplicitano la determinata misura, in maniera più puntuale. L'andamento del CIW è sempre confrontato con l'andamento del PIL.
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Measuring Australia's Progress (inglese)
E' una pubblicazione periodica che fornisce i risultati delle misurazioni del progresso australiano sulla base di 17 indicatori, raggruppati in tre categorie: società, economia e ambiente. Sul sito è immediatamente chiaro se un determinato indicatore subisce un regresso, un miglioramento o rimane invariato.
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In Gran Bretagna, l'Ufficio si Statistica Nazionale ha lanciato un'inchiesta per capire quali parametri sono più importanti per le persone quando si parla di benessere. Lo scopo è quello di misurare oltre allo stato dell'economia, anche la qualità della vita, il livello di sostenibilità e impatto sull'ambiente.
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L' "Indice di Qualità dello Sviluppo Regionale" è un indicatore, promosso dalla campagna Sbilanciamoci, che prova a collegare tra di loro sostenibilità, qualità, equità, solidarietà e pace. Si compone di oltre 40 indicatori suddivisi in 7 categorie: Ambiente, Economia e lavoro, Diritti e cittadinanza, Salute, Istruzione, Pari Opportunità e Partecipazione. A seguito della misurazione viene stilata una classifica per regioni.
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Da oltre venti anni, in un dossier dedicato,  il Sole 24ore misura la vivibilità delle province italiane. Gli indicatori utilizzati sono 36 e sono raccolti in 6 aree: Tenore di vita, Affari e lavoro, Ambiente e salute, Ordine pubblico, Tempo libero, Popolazione, Servizi. La somma di tutte le aree genera il punteggio finale, utilizzato per stilare una classifica annuale, che rende visibile anche il miglioramento/peggioramento di una provincia rispetto l'anno precedente.
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L' "Indice di sviluppo umano" è un indicatore di sviluppo macroeconomico realizzato dall'economista pakistano Mahbub ul Haq nel 1990. E' utilizzato accanto al PIL, per valutare la qualità della vita nei paesi membri dell'ONU. Il metodo di calcolo è molto complesso e tiene conto di fattori  come l'alfabetizzazione e la speranza di vita.
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Il "Benessere Equo e Sostenibile" è un indice elaborato dal CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) e dall'Istat, per misurare il benessere attraverso 12 dimensioni. La misurazione prevede il coinvolgimento attivo della società civile organizzata e dei singoli cittadini, oltre all’apporto di esperti. Il BES prende in cosiderazione il fattore della natalità. E' importante sottolineare la centrailtà della famiglia e i temi della conciliazione famiglia- lavoro nel calcolo dell'indicatore.

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