• Partecipa ad un circuito di economia solidale per uno stile di vita pieno di senso...
  • che favorisce il benessere della persona e della collettività.

La Bilosofia è un modo di vivere e di pensare al futuro pieno di senso, guidati dal dovere di "agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza"

E' una rivoluzione silenziosa che trae origine da ogni nostro gesto quotidiano, quale atto morale, per favorire la crescita del Benessere Interno Lordo (BIL).

Niente di straordinario e niente compiti difficili. Non si tratta di diventare eroi o santi ma semplicemente di amare la vita e coinvolgere la nostra mente e il nostro cuore in tutto ciò che facciamo.

Roberto Lorusso - Bilosofo >

freeganism

Tristram Stuart era uno stu­dente quindicenne di Cambridge quando si rese conto che il cibo buttato via dai negozi, che lui recuperava per nutrirci i maiali, era ancora fre­sco e commestibile.

Un giorno si accorse che la fattoria vicina get­tava le patate appena prodotte perché non erano adatte agli standard dei supermercati. As­saggiò il pane buttato dal panet­tiere e constatò che era ottimo.Da allora, la sua vita non fu più la stessa. Perché Stuart, che oggi è un trentenne ricercatore di Storia a Cambridge e scrittore (in Italia è uscito il suo libro Sprechi, edito da Mondadori, da 15 anni si nutre con gli scarti dei supermercati. Cibo considerato da buttare perché vicino alla da­ta di scadenza, e soprattutto per una serie di meccanismi perver­si che correggono con il bidone della spazzatura la sovrabbon­danza di alimenti nei Paesi “svi­luppati”. Mentre l’altra metà del mondo non sa che cosa mettere nel piatto. È questo scandalo che Tristram Stuart, diventato un leader del movimento anti­consumistico freeganism, vuole denunciare quando gira il mon­do organizzando mega-pranzi pubblici nelle piazze, a base solo di cibo recuperato dagli scarti della filiera alimentare (due anni fa riuscì a dare da mangiare a cinquemila persone in Trafalgar Square, a Londra). In Italia la fi­losofia alla base delle azioni di­mostrative di Stuart è confluita in realtà come il Banco alimen­tare Onlus e il Last minute market. Già dal 1989, il Banco a­limentare, grazie all’opera di mi­gliaia di volontari, recupera le eccedenze da vari soggetti della filiera agroalimentare e le ridi­stribuisce gratuitamente ad enti caritativi, dalle mense alle co­munità di accoglienza: l’anno scorso in questo modo sono sta­te imbandite le tavole di quasi un milione e mezzo di persone, attraverso oltre ottomila struttu­re. Diverso è invece il meccani­smo del Last minute market, na­to da un progetto della facoltà di Agraria dell’Università di Bolo­gna sulla riduzione degli spre­chi. Il “mercato dell’ultimo mi­nuto”, infatti, non gestisce i pro­dotti invenduti e non ha magaz­zini né mezzi propri per il ritiro, ma permette l’incontro tra do­manda e offerta e si occupa della messa in sicurezza di tutte le fasi del sistema. Si recuperano così tutte le tipologie di prodotto.

Roberto Lorusso

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